Con il costo di benzina e diesel che continua a incidere pesantemente sui bilanci familiari, tornano al centro dell’attenzione le misure di sostegno destinate a chi utilizza quotidianamente l’auto per lavoro o per esigenze personali. Negli ultimi mesi il Governo ha valutato diverse soluzioni per alleggerire il peso dei rincari energetici, con particolare attenzione alle famiglie a basso reddito e ai lavoratori.
Tra le misure più discusse c’è il cosiddetto “bonus benzina”, un sostegno economico che può arrivare fino a 500 euro e che interessa categorie differenti di beneficiari. Tuttavia, dietro questa definizione si nascondono in realtà strumenti diversi, con requisiti e modalità di accesso non sempre uguali.

Per capire chi può effettivamente beneficiare dell’agevolazione è necessario distinguere tra gli aiuti destinati alle famiglie e quelli che possono essere riconosciuti ai lavoratori dipendenti attraverso il datore di lavoro.
Fino a 500 euro per le famiglie con ISEE basso
Una delle principali misure richiamate riguarda la Carta “Dedicata a Te”, confermata anche per il 2026.
Si tratta di una carta elettronica prepagata del valore di 500 euro, destinata ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro e composti da almeno tre persone. La somma può essere utilizzata per acquistare beni alimentari di prima necessità, ma anche carburante oppure abbonamenti ai mezzi pubblici. Non è necessario presentare domanda: i beneficiari vengono individuati automaticamente attraverso l’incrocio dei dati disponibili presso gli enti competenti.
L’importo viene assegnato seguendo specifici criteri di priorità che tengono conto della composizione del nucleo familiare e della presenza di figli.
Bonus carburante anche per i lavoratori dipendenti
Accanto agli aiuti per le famiglie esiste poi la possibilità per i lavoratori dipendenti di ricevere buoni carburante attraverso il sistema dei fringe benefit.
La normativa consente infatti ai datori di lavoro privati di riconoscere ai propri dipendenti benefit esentasse entro determinati limiti. Tra questi possono rientrare anche i buoni benzina destinati al rifornimento dell’auto.
L’effettiva erogazione non è automatica e dipende dalla scelta dell’azienda, che può decidere di concedere il beneficio ai lavoratori nel rispetto dei limiti fiscali previsti dalla legge.
La misura continua a essere considerata uno degli strumenti più utilizzati per sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti senza aggravare il carico fiscale e contributivo.
L’attenzione verso questi aiuti resta elevata perché il costo dei carburanti continua a rappresentare una delle voci di spesa più pesanti per molte famiglie italiane. Per chi possiede i requisiti richiesti, verificare la propria posizione ISEE o informarsi presso il datore di lavoro può quindi rivelarsi particolarmente utile.
In un contesto caratterizzato da prezzi ancora elevati e da una mobilità che per molti lavoratori resta indispensabile, contributi di questo tipo possono rappresentare un sostegno concreto per affrontare le spese quotidiane legate agli spostamenti.